La caduta

Albert Camus, La caduta “Felice di fare la sua conoscenza. Lei è in commercio? Più o meno? Ottima risposta! Giudiziosa, anche; qualunque cosa siamo, la siamo sempre più o meno.” Più o meno, eterno limbo dell’essenza e dell’esistenza. Una maschera, pirandellianamente, indossata e tenuta stretta, schiacciata fra denti e naso fino a farla fondere in sé….

Le virtù cardinali

R. Bodei, G. Giorello, M. Marzano, S. Veca; Le virtù cardinali “Oggi è diffusissima la sensazione di vivere in un’epoca in cui il coraggio si sta sbriciolando sotto i colpi della paura” Il concetto e il significato della parola virtù affonda le radici nella cultura greca prima e in quella romana poi: l’ἀρετή (aretè) assumeva…

L’arte come prassi umana

Georg W. Bertram, L’arte come prassi umana “L’arte è sempre stata intesa come una prassi che si basa sull’immaginazione” Può l’esperienza artistica, in senso lato, penetrare e affondare realmente e concretamente nell’esperienza umana? In che modo l’arte e il suo essere si distacca o si amalgama alla quotidianità dell’uomo? In definitiva: come definire l’arte in…

Bruciare tutto

Walter Siti, Bruciare tutto “Dio non mi parla più, mi ha abbandonato al buio in preda alla censura spasmodica dei miei desideri; ma lo molesterò fin che non mi parlerà di nuovo” Il mondo e la vita sanno essere incredibilmente semplici, talvolta addirittura banali, viaggiando su di una superficie sottile ma dura di frasi fatte,…

La stanza profonda

Vanni Santoni, La stanza profonda “D&D è controcultura. […] Lo è perché in una società che premia solo la competitività mostra che ci si può divertire, anzi avere un’esperienza esaltante, attraverso la cooperazione, senza pagare nessuno e senza sottoporsi a nessuna autorità” Nella nostra modalità di pensiero il mondo che si sviluppa di fronte ai…

A che servono i Greci e i Romani?

Maurizio Bettini, A che servono i Greci e i Romani? “La pratica della poesia contribuiva a suscitare nelle persone la fiducia nell’esistenza di un orizzonte altro, diverso da quello della banalità quotidiana, in cui iscrivere una profondità di penetrazione umana” Consumismo abietto, utilitaristico, spregiudicato, cannibale: solo una piccola pennellata nel grande quadro della nostra società….

La prigione di pietra

Michele Porcaro, La prigione di pietra “Mentre dalla nave i quattro amici guardavano i profondi abissi e osservavano le acque del mare color del vino, Polluce subito esclamò estasiato: «gli dei ci siano testimoni che siamo pronti per questa nuova avventura».” Una storia ha l’enorme, indicibile, spregiudicato privilegio della scelta: esistere o non esistere. Non…

Nel guscio

Ian McEwan, Nel guscio “Dovrei essere io quello che piange. Ma i nascituri sono stoici imperscrutabili, Budda sommersi, inespressivi. […] noi accettiamo l’idea che le lacrime sono nella natura delle cose. Sunt lacrimae rerum.” La vita è quel che è, terribile o gioiosa, vana o superflua, agghiacciante o spensierata. Poi c’è la morte, punto fermo…

Sette lezioni sul pensiero globale

Edgar Morin, Sette lezioni sul pensiero globale “Ma oggi, nella nostra conoscenza e nel nostro insegnamento, l’umano è occultato, ignorato, dimenticato nella sua unità e nella sua diversità.” Siamo cittadini, oggi più che in altre epoche, di un mondo complesso, articolato, schiavo di sé stesso ma in continua, avida avanzata senza ormai un futuro certo,…

Più che l’amore

Annamaria Andreoli, Più che l’amore “Lui è perentorio: esige più che l’amore. Lei lo corrisponde a oltranza, recitando un trasporto da Baccante orgiastica: «Vorrei potermi disfare tutta, tutta, tutta! Tutto donare di me e dissolvermi». Ci sono casi in cui la passione più terribile e più incredibile, i moti struggenti e rivoluzionari dell’animo umano, i…

Montedidio

Erri De Luca, Montedidio “Scrivo in italiano perché è zitto e ci posso mettere i fatti del giorno, riposati dal chiasso del napoletano.” Il cuore sente, passo dopo passo, la fatica nel camminare, nel salire fra i vicoli stretti, troppo allungati, troppo ripidi, di una città che è insieme troppo vuota e troppo piena. Gioie,…

Agostino

Alberto Moravia, Agostino “Quei discorsi irriverenti non erano forse, come la nudità intravista, distruttori della vecchia condizione filiale che ora tanto gli ripugnava? Medicina molto amara, ne sarebbe morto o sarebbe guarito.” Eterna mutevolezza della forma, dell’essenza, della sensazione; stato liquido, disciolto inevitabilmente e mai più ricomponibile, terribile, struggente, cupo, poetico: in Agostino, protagonista del…